Società

Salute: Censis-Farmindustria, Italia prima in Europa per terapie avanzate, ma informazioni in rete “aumentano incertezza”

Tra il 2009 e il 2016 nel nostro Paese si scoprono nuovi farmaci che rivoluzionano le cure, come nel caso dell’epatite C. Altri sono in arrivo, come gli anticorpi monoclonali per combattere tumori e malattie neurodegenerative. L’Italia è al primo posto per farmaci per terapie avanzate: tre dei sei approvati in Europa sono stati infatti sviluppati nel nostro Paese. Lo rivela la ricerca del Censis “Gli italiani e la salute”, realizzata con il contributo di Farmindustria e presentata oggi a Roma, presso il Censis, da Ketty Vaccaro, responsabile dell’area Welfare e salute dell’istituto. Per quanto riguarda l’informazione sanitaria, secondo l’indagine che ripercorre un cinquantennio di società italiana, negli ultimi anni l’accesso facile ed immediato alle notizie e informazioni in rete ha “progressivamente contribuito ad aumentare l’incertezza”. Pazienti e cittadini si sono infatti trovati “bombardati” da contenuti e notizie “tra cui non sempre è facile selezionare informazioni corrette e affidabili: nel 2014 il 54,5% della popolazione ritiene che troppe informazioni sulla salute rischino di creare confusione e incertezza”. Percentuale che nel 2012 era circa del 41%. Aumenta – altro dato della ricerca – l’attenzione femminile per gli esami di screening e i controlli preventivi in assenza di sintomi: nel 2013 il 67,4% delle donne di 40 anni e oltre si è sottoposto alla mammografia e il 73,4% di quelle di 25 anni e oltre al pap-test. Rimangono comunque marcate differenze territoriali: al Nord-Est ricorre a questi esami, rispettivamente il 78,6% e l’84,1% della popolazione femminile. Nettamente più ridotta la quota delle donne di Sud e Isole: rispettivamente il 52,1% e il 58,4%.