Assemblea Usg

Religiosi: don Chávez (Salesiani), “dare tempi e spazi ai giovani” ed “essenzializzare fede e strutture”

“Ci vuole una Chiesa che si metta a dare tempi e spazi ai giovani, con voglia di ascoltarli senza risposte prefabbricate e impegno ad accompagnarli come compagni di cammino, rivisitando strutture, distribuzione del personale e orari. È una sorta di nuova ‘geografia della salvezza’. È una questione di primaria importanza, di sopravvivenza del cristianesimo in Europa. Occorre essenzializzare fede e strutture e dedicare tempo al primo annuncio, prima che alla ritualità della fede”. Ne è convinto don Pascual Chávez Villanueva, rettore maggiore dei Salesiani dal 2002 al 2014, che questa mattina è intervenuto alla 88ª assemblea semestrale dell’Unione superiori generali con una relazione su “I giovani e la vita consacrata oggi”. Per don Chávez, è necessario “un cristianesimo non più cronologico, fondato su un insieme di riti di passaggio legati alla tappe della vita, ma kairologico” che “si preoccupi più della trasmissione della grammatica della vita cristiana e non dell’indicazione di un modello unico di dichiarazione della propria fede”. Il dato allarmante, emerso da una ricerca presentata due anni fa in Spagna, è che i giovani mettono la vita consacrata all’ultimo posto delle loro preferenze come scelta esistenziale e non si identificano più con essa: “Non stupisce il fatto che le Gmg siano piene di giovani entusiasti, ma i seminari e le case di formazione siano vuote?”. Le responsabilità, secondo don Chávez, non si devono ricercare soltanto esternamente ma anche negli atteggiamenti “fuorvianti” spesso adottati nelle Congregazioni. Per tentare di comunicare al giovane di oggi la bellezza della vita consacrata, allora, una strada da percorre è quella tracciata da Papa Francesco: “Ascolto empatico, immensa simpatia, accoglienza incondizionata, cordialità vera, apertura d’animo, rinuncia ad ogni tipo di dogmatismo e rigidità, verità avvolta da carità, chiara scelta per l’uomo sofferente, con l’atteggiamento misericordioso di Gesù, portatori della gioia del Vangelo”.