Settimanali cattolici
“Giornali di lunga e preziosa storia, come pure emittenti radiofoniche e televisive appartenenti alla grande famiglia dei media ecclesiali, stanno venendo meno, con conseguenze davvero preoccupanti”: è quanto “sta accadendo, purtroppo, in moltissime delle nostre diocesi”. Lo ha ricordato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, aprendo oggi a Roma i lavori della XVIII assemblea nazionale elettiva della Fisc (Federazione cui fanno capo 191 testate diocesane). “Possiamo chiederci legittimamente – ha detto il vescovo – se nel nostro modo di vedere l’annuncio del Vangelo le somme destinate alla comunicazione siano considerate un costo o un investimento. Dirò di più: possiamo esigere che siano viste sempre come un investimento, anziché come un costo”. Però, ha aggiunto, “non possiamo più permetterci che quell’investimento non produca frutti”. Da qui l’invito – e questo significa anche “vivere con professionalità” – a “lavorare insieme, con un orizzonte più ampio della propria scrivania”. Perché “nell’impegno per la comunicazione in ambito ecclesiale è impensabile camminare in ordine sparso”. Nell’attuale calo della diffusione della stampa tradizionale, secondo Galantino, “diventa sempre più urgente, da una parte, la vostra capacità di fare rete e, dall’altra, quella di trovare nuove modalità operative, che permettano di far crescere la diffusione e l’efficacia del messaggio”. Perciò, “scommettete fino in fondo sulle sinergie. Sinergie in primo luogo tra le realtà mediatiche dei vostri territori e poi con i media nazionali della Chiesa italiana: dal Sir – nato a vostro servizio – ad Avvenire, da Tv2000 al circuito radiofonico inBlu. Camminate insieme con l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali”. Perché, ha concluso, “la partita dei prossimi anni potremo affrontarla solo così”.