Volontariato penitenziario

Minori e carcere: Monteleone (Procura Roma), “violenza in famiglia innesca meccanismo infernale”

“La violenza nasce e si concretizza nelle relazioni familiari: molti minori non sarebbero autori di delitti se non fossero stati a loro volta vittime. Questo è il meccanismo infernale che dobbiamo cercare di fermare”: lo ha affermato Maria Monteleone, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, parlando oggi, nello storico carcere “Regina Coeli”, al 49° convegno nazionale del Coordinamento enti e associazioni volontariato penitenziario-Seac, sul tema “Minori autori di reato e altre vulnerabilità dietro le sbarre”. Monteleone ha dato alcune cifre sulle vittime di reati intercettate dalla Procura di Roma nell’ultimo anno giudiziario, a conferma di questa sua riflessione: “abbiamo ascoltato, con modalità protette, 239 minori, di cui 15 con meno di 6 anni. In 111 casi i delitti subiti sono stati consumati in famiglia, nel 34% dei casi l’autore era il padre o il convivente”. “I bambini sono sempre più coinvolti nei processi penali perché vengono lasciati soli – ha osservato Monteleone -. Tanti femminicidi hanno i bambini come vittime o testimoni. Nell’ultimo anno giudiziario la maggioranza dei minori incontrati ha subito maltrattamenti in famiglia; violenza economica a seguito della separazione dei genitori; atti persecutori; sono stati vittime di abusi sessuali o adescamento di minori; di sequestro o sottrazione di minori; ed è dilagante la prostituzione minorile femminile e maschile”.

Inoltre, ha aggiunto, “anni fa era sconosciuta l’espressione ‘violenza psicologica’ invece oggi è diventato un rilievo di natura penale e una grave forma di criminalità nei confronti dei minori, costretti ad assistere a condotte maltrattanti di violenza fisica e morale”. “Purtroppo – ha osservato – un contesto violento è un modello relazionale che normalizza la violenza. Chi la subisce o chi assiste alla violenza può riproporla poi in età adolescenziale e adulta”.  Da qui l’invito del magistrato a prevenire la “violenza psicologica” soprattutto nelle scuole “con programmi adeguati e un importante ruolo dei volontari”. Monteleone ha anche proposto di “introdurre una modifica legislativa per favorire forme di affidamento familiare allargate, per accogliere ragazzi vittime che diventano violenti”.