Dialogo
“E’ un grande segno di amore, di fraternità, una strada aperta per la riconciliazione e per realizzare la grande volontà di Dio, il suo Testamento, che tutti siano una cosa sola”. Così il metropolita Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta, esprime la gratitudine della sua Chiesa per il “dono” che l’arcidiocesi di Bari fa della Chiesa del Sacro Cuore in corso Cavour per “servire alle necessità liturgiche della Parrocchia ortodossa di Bari”. “Noi – dice il metropolita Gennadios – avevamo già un luogo qui ma monsignor Cacucci ci ha dato una nuova chiesa molto importante nel centro della città e questo significa l’amore per noi e che anche lui continua ad essere un fratello che accoglie la nostra realtà e la nostra esistenza qui con amore e con fraternità”. Il dono della Chiesa del Sacro Cuore – si legge in una nota della diocesi di Bari – si inserisce in “un’intensa esperienza spirituale ecumenica” che ogni domenica coinvolge alcune chiese di Bari vecchia per il culto celebrato da diverse comunità ortodosse. Infatti l’arcivescovo di Bari-Bitonto ha dato “in affido” le chiese: Santa Chiara, per la comunità ortodossa georgiana; San Gregorio, per la comunità ortodossa rumena; San Gaetano, per la comunità ortodossa etiopica); la cappella “Immacolata”, per la comunità ortodossa eritrea. Oggi nella solenne occasione della visita dell’arcivescovo di Costantinopoli, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, mons. Francesco Cacucci, arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto “affiderà” la chiesa in corso Cavour, precedentemente sede della parrocchia “Sacro Cuore” alla comunità ortodossa greca, perché “possano celebrare anche loro decorosamente la Divina Liturgia”. Il 1 marzo 2009, la Chiesa russa di Bari intitolata a San Nicola il Taumaturgo è tornata di proprietà del patriarcato di Mosca, nel corso di una cerimonia in cui l’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano ne ha consegnato le chiavi al presidente russo Dimitri Medvedev in carica in quel periodo.