Speranza
“L’esilio era stato un momento drammatico nella storia di Israele, quando il popolo aveva perso tutto, la patria, la libertà, la dignità, e anche la fiducia in Dio”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi di oggi, la prima dedicata al tema della speranza. Proprio quando il popolo di Israele “si sentiva abbandonato e senza speranza”, ha fatto notare Francesco sulla scorta di Isaia, “ecco l’appello del profeta che riapre il cuore alla fede”: “Il deserto è un luogo in cui è difficile vivere, ma proprio lì ora si potrà camminare per tornare non solo in patria, ma tornare a Dio, e tornare a sperare e sorridere”. E proprio sul verbo “sorridere” Francesco ha aperto una parentesi a braccio: “Quando noi siamo nel buio, nella difficoltà – ha detto – non viene il sorriso: è proprio la speranza che ci insegna a sorridere, in questa strada per trovare Dio”. “Una delle prime cose che accadono alle persone che si staccano da Dio è che sono persone senza sorriso”, ha proseguito il Papa sempre fuori testo: “Forse sono capaci di fare una risata dopo l’altra, ma il sorriso manca. Il sorriso solo lo dà la speranza, il sorriso della speranza di tornare Dio”.