Immacolata
“Anche per ciascuno di noi c’è una storia di salvezza fatta di sì e di no a Dio”. Lo ha detto il Papa, facendo un confronto tra il sì “senza condizioni” pronunciato da Maria “per tutta la vita” e i nostri “sì”. “A volte siamo esperti nei mezzi sì”, la denuncia di Francesco: “Siamo bravi a far finta di non capire bene ciò che Dio vorrebbe e la coscienza ci suggerisce. Siamo anche furbi e per non dire un no vero e proprio a Dio diciamo: ‘non posso’, ‘non oggi, ma domani’; ‘domani sarò migliore, domani pregherò, farò del bene, domani’”. “E questa furbizia ci allontana dal Signore, ci allontana dal sì e ci porta al no del peccato, della mediocrità”, ha aggiunto il Papa a braccio. “Così però chiudiamo la porta al bene, e il male approfitta di questi sì mancati – ha ammonito – ognuno di noi ne ha una collezione dentro: guardiamoci dentro, ne troveremo tanti, di sì mancati”. “Invece ogni sì pieno a Dio dà origine a una storia nuova”, ha assicurato Francesco: “Dire sì a Dio è veramente ‘originale’, non il peccato, che ci fa vecchi dentro”. “Il peccato ci invecchia, ci invecchia presto”, ha aggiunto il Papa a braccio: “Ogni sì a Dio origina storie di salvezza per noi e per gli altri”. “In questo cammino di Avvento – l’augurio del Papa – Dio desidera visitarci e attende il nostro sì, con il quale gli diciamo: ‘Credo in Te, spero in Te, Ti amo; si compia in me la tua volontà di bene’”. “Quale sì devo dire oggi a Dio?”, ha chiesto Francesco a braccio ai fedeli: “Pensiamoci”, il suo invito: “Ci farà bene, e troveremo la voce del Signore che ci chiede qualcosa, un passo avanti”. “Con generosità e fiducia, come Maria, diciamo oggi, ciascuno di noi, questo sì personale a Dio”, l’esortazione finale.