Associazioni
Si è aperto questa mattina, a Brescia, il XVII congresso nazionale della Gioventù operaia cristiana (Gioc) sul tema “Chiamati per nome – Giovani in movimento oggi, verso un lavoro domani”. Si tratta di “un’occasione importante – recita una nota – per costruire democrazia, partecipazione e responsabilità con i giovani dell’associazione e in avvicinamento”. I lavori, ospitati presso il Centro Paolo VI, hanno preso il via con la relazione introduttiva a cura della segreteria nazionale, seguita dalla tavola rotonda su “Apprendimento che cambia, in funzione di un lavoro che cambia” con la partecipazione di diversi ospiti in rappresentanza delle istituzioni, del sindacato, dell’associazionismo, della Chiesa e del mondo accademico. Nel pomeriggio, poi, lavori di gruppi suddivisi per esperienze (formazione professionale, alternanza scuola-lavoro negli istituti superiori, apprendistato, tirocinio e job placement all’università, lavoro dipendente ed Industria 4.0, lavoro autonomo/autoimprenditorialità, cooperazione giovanile, disoccupazione e precarietà). Domani, invece, dopo la celebrazione eucaristica presieduta nel Duomo vecchio dal vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, l’assemblea procederà a votare “le priorità, gli orientamenti e gli obiettivi per i prossimi tre anni, che – prosegue la nota – hanno come filo conduttore la riscoperta della dimensione ecclesiale della Gioc”. Inoltre saranno votati i nuovi responsabili nazionali dell’associazione che, in tutta Italia, impegna giovani lavoratori e studenti.