Pace
“Le donne, in particolare, sono spesso leader di nonviolenza, come, ad esempio, Leymah Gbowee e migliaia di donne liberiane, che hanno organizzato incontri di preghiera e protesta nonviolenta ottenendo negoziati di alto livello per la conclusione della seconda guerra civile in Liberia”. È l’omaggio del Papa, che nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace cita Madre Teresa e l’attivista liberiana che ha portato agli accordi di pace del 2003 come esempi di nonviolenza non intesa “nel senso di resa, disimpegno e passività”. “Quando Madre Teresa ricevette il premio Nobel per la Pace nel 1979 – ricorda Francesco – dichiarò chiaramente il suo messaggio di nonviolenza attiva: ‘Nella nostra famiglia non abbiamo bisogno di bombe e di armi, di distruggere per portare pace, ma solo di stare insieme, di amarci gli uni gli altri. E potremo superare tutto il male che c’è nel mondo'”. “La forza delle armi è ingannevole”, ammonisce il Papa distinguendo tra i “trafficanti di armi”, che seminano morte, e gli “operatori di pace”, che danno la vita e per i quali Madre Teresa è “un simbolo, un’icona dei nostri tempi”. “Nello scorso mese di settembre ho avuto la grande gioia di proclamarla santa”, ricorda Francesco elogiando di nuovo “la sua disponibilità verso tutti attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini – dinanzi ai crimini! – della povertà creata da loro stessi”. La missione con cui Madre Teresa “rappresenta migliaia, anzi milioni di persone – è andare incontro alle vittime con generosità e dedizione, toccando e fasciando ogni corpo ferito, guarendo ogni vita spezzata”. “La nonviolenza praticata con decisione e coerenza ha prodotto risultati impressionanti”, osserva il Papa menzionando anche “i successi ottenuti dal Mahatma Gandhi e Khan Abdul Ghaffar Khan nella liberazione dell’India, e da Martin Luther King Jr contro la discriminazione razziale”, che “non saranno mai dimenticati”.