Diritti umani

Infanzia: Unicef, da 70 anni per i bambini più vulnerabili del mondo. 250 milioni in Paesi di guerra e 50 milioni sfollati

Settant’anni di impegno a favore dei bambini più vulnerabili del mondo. Oggi l’Unicef spegne settanta candeline e ripercorre il proprio lavoro e “gli enormi progressi compiuti in favore di tutti i bambini del mondo”, ma al tempo stesso ricorda che !ci sono altri milioni di bambini che devono essere raggiunti e che rischiano quotidianamente le proprie vite e il proprio futuro a causa di conflitti, crisi, povertà, disuguaglianze e discriminazioni”. Negli anni ’40 l’agenzia Onu per l’infanzia ha cominciato a fornire aiuti nutrizionali di emergenza; nel 2015 insieme ai suoi partner ha curato 2,9 milioni di bambini da malnutrizione acuta grave. Negli anni ’50 ha realizzato la prima campagna di vaccinazione contro malattie quali la tubercolosi e la framboesia; nel 2015 ha fornito 2,8 miliardi di dosi di vaccini, aiutando, con i suoi operatori, a proteggere da malattie mortali, a livello globale, il 45% dei bambini sotto i 5 anni. E ancora: fra il 1990 e il 2015, 2,6 miliardi di bambini hanno ottenuto accesso a fonti migliorate di acqua potabile e 2,1 miliardi a strutture igienico sanitarie migliorate. E poi l’istruzione di base garantita nel 2015 a 7,5 milioni di bambini fra i 3 e i 18 anni; l’impegno per la registrazione di oltre 9,7 milioni di nascite di bambini l’anno scorso in 54 Paesi; l’impegno contro la malaria: 22,3 milioni di zanzariere fornite nel 2015 per proteggere i bambini e le famiglie in 30 diversi Paesi. Negli ultimi 25 anni, il numero di bambini morti prima di compiere 5 anni è stato più che dimezzato; centinaia di milioni di bambini sono stati fatti uscire dalla povertà; il tasso di bambini in età da scuola primaria non inseriti in un percorso formativo è stato ridotto di oltre il 40% dal 1990; tuttavia, si legge in un comunicato, “circa 250 milioni di bambini stanno crescendo in Paesi colpiti da conflitti e circa 50 milioni sono stati costretti a lasciare le proprie case”.