Siria
La sostanza del testo “è la stessa che Papa Francesco ricorda nei suoi interventi sulla Siria, da tre anni a questa parte fino all’ultimo di ieri all’Angelus. Contiene quello che ha sempre ribadito nei suoi messaggi”. Così il nunzio apostolico in Siria, cardinale Mario Zenari, commenta al Sir la lettera consegnata oggi al presidente siriano Assad. “La mia – spiega il nunzio – è stata una visita di cortesia che ricambia quella del Governo che in occasione della mia creazione a cardinale aveva inviato una delegazione. Nella visita odierna ho consegnato una lettera al presidente Assad da parte di Papa Francesco”. Senza entrare nel merito del contenuto della lettera del Papa, il cardinale Zenari conferma che “il Pontefice ha voluto ribadire tutta la sua vicinanza alla enorme sofferenza del popolo siriano. La mia nomina a cardinale è stato un gesto concreto di questa vicinanza e affetto e di predilezione che nutre nei confronti dei siriani”. Commentando gli sviluppi della battaglia in corso ad Aleppo, il cardinale rimanda direttamente alle parole del Papa all’Angelus di ieri. Queste le parole del Pontefice: “Ogni giorno sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità. Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria”.