Crisi
Con l’annuncio di un messaggio dei vescovi per Natale, dal titolo “Gesù entra nella nostra casa per restare”, si sono concluse ieri le riunioni della Commissione permanente della Conferenza episcopale argentina. Nel documento, che sarà consegnato al presidente argentino Mauricio Macri durante l’udienza prevista per martedì prossimo, i presuli fanno un richiamo “a chiunque abbia alcun potere di decisione nell’economia argentina” a investire in posti di lavoro degni e ben pagati. “Facciamo fatica a credere che nella terra benedetta del pane, uno su tre argentini abbia fame e soffra per la mancanza di lavoro, salute, istruzione e pari opportunità di sviluppo. E lì dove la nostra nazione rivela il suo peggior volto”, affermano i vescovi. “Il Figlio di Dio, appena nato, ci fa ricordare che siamo fratelli in modo da non perdere la speranza di un rinnovato incontro fraterno tra gli argentini” si legge nel messaggio nel quale i presuli, in occasione del Natale, esortano “a lasciarsi commuovere per questo Dio, che entra nella nostra casa per restare”.
“Nulla è facile nell’Argentina di oggi e di ieri, soprattutto per coloro che dipendono da uno o due stipendi, meno ancora per famiglie con più di un figlio, che sono fuori dal sistema lavoro e previdenziale”. “Le statistiche rendono visibile il numero dei poveri, ma non riescono mai a spiegare il dolore, l’angoscia e l’indignazione dei genitori che non possono sostenere le loro famiglie”. L’emergenza sociale, recentemente dichiarata dallo Stato, dimostra questa dura e crudele realtà che colpisce oggi molti connazionali”, concludono i vescovi.