Messaggio
“Davanti al Bambino di Betlemme non siamo soli. Nessuno è escluso dalla misericordia, tantomeno i rifugiati, i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli anziani, gli ammalati, che il Signore accoglie con predilezione. Tutti siamo convocati a Betlemme”. Lo afferma il vescovo di Biella, monsignor Gabriele Mana, nel messaggio natalizio alla diocesi. Nella grotta di Betlemme, osserva il vescovo, “la misericordia di Dio si fa carne, si fa visibile: un Bambino in braccio a sua Madre ci ricorda che ‘siamo venuti al mondo per amare e per essere amati’, come dice santa Teresa di Calcutta”. “Il Natale ci scuote, ci interpella sul perché Dio, l’Assoluto e l’Onnipotente, abbia scelto di venire a visitarci nei panni di un Bambino, e non attraverso manifestazioni con ‘effetti speciali'”, prosegue mons. Mana, per il quale “nel vagito di un Bambino c’è il grido di Dio che viene nel mondo da uomo, per insegnare all’uomo ad essere se stesso, per dirgli che è capace di essere come Dio lo ha pensato”. “La luce della misericordia, fattasi visibile nel Bambino Gesù, ci fa vedere meglio i tratti gli uni degli altri”. Per questo “insieme alla misericordia, un’altra parola si fa carne a Natale: la parola fratelli”. “Fratello – evidenzia mons. Mana – è il vero nome di chiunque si incontra sulla strada della vita”. “Camminiamo insieme – conclude il vescovo – affinché questo desiderio profondo e intimo che Dio si manifesti trovi il suo compimento nella carne del Bambino di Betlemme e nella carne di ogni nostro fratello”.