Incontro con i giornalisti

Cardinale Bagnasco: auguri alla diocesi di Genova e al Paese. Priorità: lavoro e natalità. Senza figli “non esiste futuro”

Lavoro e incremento della natalità: sono queste le priorità che il cardinale Angelo Bagnasco ha indicato, in particolare per Genova, ma in generale per il Paese, per il prossimo anno. Tanto più che i genovesi saranno chiamati all’elezione del proprio sindaco il prossimo anno. Registrando il tradizionale messaggio di Natale con i cronisti genovesi, il porporato ha affermato che la priorità per la città di Genova è “la priorità assoluta di tutto il Paese: creare occupazione, lavoro”. Infatti, “la nostra città ha una vocazione portuale, in modo prioritario, e industriale”. E anche se nel capoluogo ligure “sta crescendo – si vede per le strade – il turismo”, con “la scoperta di Genova come città di bellezza, di storia, di cultura e fede, non ci si può però illudere che questo sia l’avvenire come neppure l’avvenire esclusivo del nostro Paese che è uno scrigno, un tesoro di arte di storia, bellezza indiscutibile”. Per il presidente della Cei, “la vocazione portuale e industriale, e l’impresa piccola, media, grande, devono essere assolutamente riprese in mano, difese in ogni modo, non per rinchiudersi in se stessi, ma per non essere depauperati da nessuno di eccellenze che fanno parte della storia di Genova e che occupano tantissimi posti di lavoro”.
In merito al calo demografico che interessa Genova il cardinale ha affermato: “È un dato triste, drammatico, su cui mi pare non pensiamo abbastanza e non prendiamo abbastanza in considerazione e come l’Italia mi pare anche qualche altro paese dell’Europa”. “È un dato assolutamente delicato, sensibilissimo”, ha proseguito, perché senza figli “non esiste futuro”. Inoltre, visto che “questo calo c’è anche in Paesi europei dove le politiche familiari a sostegno della famiglia sono certamente più incisive, vuol dire che non è soltanto una questione di tipo economico, anche se questo è un dato necessario, ma è un dato di ordine culturale”. Infatti, “dove si spegne la speranza, dal punto di vista spirituale, certamente non vi è grembo di vite nuove”.