Riflessione
“Al Natale si associano tanti sentimenti e immagini. Ogni anno le strade delle nostre città si trasformano e si rivestono, per predisporci a festeggiare un giorno nel quale il ricordo della nascita di Gesù rischia di confondersi con le luci delle vetrine e la rincorsa agli acquisti. Sta a ognuno far sì che questa ricorrenza non si trasformi in una ricerca dell’effimero, né diventi appannaggio di logiche consumistiche, ma porti in noi e nel nostro mondo un frutto di vita nuova”. È quanto ricorda il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su Avvenire. “Il Natale – osserva Bagnasco – è ormai una festa di tutti, non solo di chi professa la fede nel Figlio di Dio nato da Maria. Appartiene a tutti perché quel Bambino ha cambiato per sempre il modo di vedere Dio e al tempo stesso di concepire l’umano. Egli è nato per darci la vita di Dio, vita che nel Natale si rivela al mondo con umiltà e tenerezza, e si offre a tutti a cominciare dai poveri e dagli afflitti. Rovesciando la prospettiva dei più forti, ha proclamato la beatitudine dei semplici che si affidano a Dio. Il suo amore ha immesso nel mondo una fraternità nuova: radicata nel cuore della Trinità, supera i confini della razza, del genere e del rango sociale. La sua vita umile e donata ha additato una ricchezza che supera l’avere e i traguardi terreni, spingendo lo sguardo oltre, a ciò che è assoluto e più duraturo”.