Messaggio

Natale 2016: mons. Seccia (Teramo-Atri), “urge recuperare la speranza come virtù attiva”

foto SIR/Marco Calvarese

“Pur nella nostra connaturale fragilità, guardiamo il Bambino di Betlemme e ripartiamo con fiducia”. È l’invito espresso dal vescovo di Teramo-Atri, monsignor Michele Seccia, nel messaggio natalizio pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano “L’Araldo abruzzese”. “Quando tutto sembra andare contro le attese coltivate e preparate da tempo”, osserva il vescovo, “l’imprevedibile irrompe nella nostra vita, nella storia non solo di singole persone che dalla sicurezza si trovano nella precarietà di situazioni nuove” ma “anche di intere comunità che perdono da un momento all’altro i propri punti di riferimento affettivi e materiali (dalle abitazioni, ai luoghi di lavoro, alle chiese) e la stessa vita sembra perdere il suo significato, urge recuperare la speranza come virtù attiva, operosa”. “Sarebbe una parola senza significato, solo illusoria, se non suscitasse una convinta solidarietà, un coraggio corale per non lasciarsi abbattere”, prosegue mons. Seccia, per il quale “il Natale non si confonda con luci, dolci, regali e magari anche con la sola messa, solo perché è Natale”. “Quando Dio irrompe nella nostra vita, scombina i nostri piani e chiede di fidarci di Lui: questo è il Natale”.