Omelia
“Noi non siamo certo qui a celebrare il Natale per dimenticare, per evadere momentaneamente dalla paura del terremoto, dalla tristezza, dall’angoscia che ritma i nostri giorni, dal pensiero di un futuro che si presenta ancora incerto e indefinito. Non siamo qui per far finta che non ci sia intorno a noi, e un poco anche dentro di noi, tanto buio e tanto vuoto. Siamo qui per riascoltare ciò che i pastori hanno visto e ascoltato e hanno raccontato prima di noi; siamo qui per vedere la luce che è apparsa nelle tenebre. Quanto ne abbiamo bisogno! Perché siamo tutti mendicanti di speranza e di forza”: lo ha affermato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, nell’omelia della messa di Natale celebrata a Norcia nella tensostruttura adibita a Centro pastorale. Ha concelebrato il parroco don Marco Rufini. Numerosi i fedeli presenti, assieme a volontari e autorità. Boccardo ha dedicato un passaggio sulle macerie e su una possibile rinascita: “È vero – ha detto mons. Boccardo – che guardare le rovine delle nostre case e delle nostre chiese stringe il cuore, è vero che la tentazione di rinunciare tante volte sembra avere il sopravvento sulla voglia di ricominciare, è vero che l’attesa di risposte e soluzioni concrete ed efficaci diventa snervante e la sfiducia è continuamente in agguato… Ma è altrettanto vero che questo Natale vissuto nelle difficoltà che ben conosciamo può segnare anche l’inizio di una rinascita interiore, fatta di fiducia ritrovata, di accoglienza reciproca, di collaborazione, di aiuto generoso e disinteressato”.
E ancora: “La certezza di essere amati da Dio come suoi figli ci dà la carica necessaria per superare il momento difficile e l’inquietudine che ci attanaglia. Anzi, proprio questa inquietudine potrebbe essere letta come un indizio e un segnale che c’è una via d’uscita, che l’inquietudine può venire sanata non da un modo diverso di rimescolare le carte, bensì da uno sguardo più alto, che vede e valuta le cose e gli avvenimenti alla luce che viene da Betlemme e propone valori nuovi, relazioni autentiche, aperture di credito a una forza capace di spalancare i cuori e di rinnovare gli entusiasmi”. “Proprio questa notte ci induce a sognare un’esistenza rinnovata, una politica con più fiato, una maggiore attenzione a chi ci sta accanto, una più grande fiducia nelle istituzioni, meno egoismi privati e maggior coraggio pubblico, l’apparire di prospettive in grado di giustificare i sacrifici che facciamo e che sono, in qualche modo, inevitabili”.