Profughi

Corridoi umanitari: Morcone (prefetto), “grazie alla Cei per un’altra bella pagina”

Firma protocollo per Corridoi umanitari promossi dalla Cei e dalla Comunità di Sant’Egidio, 12 gennaio 2017

Un “grazie alla Cei”, per aver contribuito a scrivere “un’altra bella pagina”. Sono le parole con cui il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno, in rappresentanza dello Stato italiano, ha salutato, oggi al Viminale, la firma del protocollo d’intesa per l’apertura di un corridoio umanitario con l’Etiopia per i profughi provenienti da Eritrea, Somalia e Sud Sudan. “Stiamo costruendo un percorso che consentirà, per adesso, a 500 persone di arrivare nel nostro Paese in condizioni di legalità e sicurezza”, ha affermato il prefetto, ricordando che si tratta di “una sperimentazione portata avanti con la Comunità di Sant’Egidio e con le comunità evangeliche da qualche mese e che adesso si apre con l’intervento della Cei, dall’innegabile valore politico”. L’auspicio di Morcone è che “tale iniziativa possa allargarsi sempre di più, quale modalità meno brutale per offrire un’opportunità di vita migliore alle persone che vivono in un quadrante del mondo completamente stravolto, come quello africano”. “Quello che colpisce dei corridoi umanitari è la cura in loco e quella che accompagna chi viene in Italia in condizioni di sicurezza”: è la testimonianza di Cristina Ravaglia, direttrice della politiche migratorie della Farnesina, che ha rinnovato la volontà di “lavorare insieme” alla Chiesa italiana da parte del governo.