Pace
(dall’inviato Sir a Betlemme) “La soluzione ‘due popoli, due Stati’ è l’unica che può consentire a tutti di vivere in pace”: a dichiararlo al Sir è monsignor Joseph Jules Zerey, vicario apostolico di Gerusalemme per i melkiti, parlando della Conferenza internazionale di pace per il Medio Oriente, svoltasi ieri a Parigi, per iniziativa del presidente francese Hollande. “Speriamo che dalla Conferenza venga una spinta alla ripresa dei negoziati diretti”, afferma il vicario, che non manca di sottolineare che “i problemi della Terra Santa sono di natura politica piuttosto che religiosa. La comunità internazionale, Onu in testa, deve aiutare israeliani e palestinesi a dialogare”. Sui timori che l’ideologia di Daesh possa diffondersi anche in Terra Santa, mons. Zerey è chiaro: “Siamo una minoranza che vive da secoli tra i musulmani. Cerchiamo di vivere da cristiani in questa Terra, siamo sempre stati abituati a farlo. Non saranno certo ideologie radicali islamiche a impedirci di continuare a vivere qui in Terra Santa. Condanniamo senza mezzi termini gli attacchi terroristici, come quello accaduto pochi giorni fa a Gerusalemme, da qualunque parte essi vengano”. Un aiuto importante alla Terra Santa e alle comunità cristiane locali può arrivare anche dai pellegrinaggi. “Organizzare pellegrinaggi, sensibilizzare i fedeli a venire nei Luoghi di Gesù, alle radici della nostra fede, è uno dei modi privilegiati per aiutare i cristiani di Terra Santa” dice il vicario melkita, ripetendo un concetto espresso anche al Coordinamento dei vescovi per la Terra Santa (Hlc) composto da presuli di Usa, Ue, Canada e Sud Africa, in questi giorni a Betlemme per la tradizionale visita di solidarietà. “Ai vescovi del mondo dico mandate soprattutto i vostri giovani in Terra Santa come pellegrini. Qualche anno fa – ricorda mons. Zerey – vennero duemila francesi, con il cardinale Vingt-Trois, e fu bellissimo. Quando la Terra Santa si riempie di giovani profuma di pace e di speranza. I nostri cristiani locali ne hanno tanto bisogno”.