Rapporto Transparency

Corruzione: Cantone (Anac), “necessario coinvolgere tutte le forze sociali come contro la mafia”

“Il contrasto alla corruzione richiede in modo rilevante il coinvolgimento di tutte le forze sociali, com’è accaduto nella lotta contro la mafia”. Lo ha detto, oggi, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, nel corso nella presentazione del rapporto 2016 di Transparency International sulla corruzione percepita. In questa occasione l’Anac ha anche sottoscritto un accordo con il ramo italiano della ong che da oltre vent’anni si batte per favorire l’impegno dei cittadini contro la corruzione. L’accordo che ha per oggetto il sostegno alla pratica del cosiddetto “whistleblowing”, vale a dire la denuncia di illeciti da parte di dipendenti pubblici, offrendo canali di comunicazione privilegiati e forme di tutela.
Il lavoro di prevenzione culturale, ha osservato Cantone, deve far leva anche su aspetti molto concreti, facendo capire il danno che la corruzione procura all’economia di un Paese. Non è un caso, ha ricordato il presidente dell’Anac, che gli economisti abbiano dimostrato la correlazione esistente tra alti tassi di corruzione e bassi livelli di crescita, mentre invece in Italia c’è che chi sostiene che i controlli siano un ostacolo all’economia. Cantone ha parlato dell’equilibrio (“difficilissimo”) che bisogna trovare tra l’esigenza dei controlli e la fluidità delle attività economiche e, tuttavia, ha voluto precisare che “nel nostro Paese una situazione di deregulation sarebbe una catastrofe ben superiore ai problemi della iper-regolamentazione”.