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+++Italicum: Consulta, “capilista bloccati espressione dei partiti”+++

Un altro punto-chiave dei ricorsi contro l’Italicum era quello dei capilista bloccati. In passato, con la sentenza del 2014 relativa alla legge elettorale del 2005, nota alle cronache come Porcellum, la Corte costituzionale era intervenuta dichiarando illegittima la soluzione adottata in quel caso poiché “non consentiva all’elettore alcun margine di scelta dei propri rappresentanti, prevedendo un voto per una lista composta interamente da candidati bloccati”.
Nell’Italicum invece è bloccato solo il capolista e “l’indicazione di candidati capilista – osserva la Consulta – è anche espressione della posizione assegnata ai partiti politici dall’art. 49 della Costituzione”. “Alla luce di tali premesse”, le norme contenute nell’Italicum “non determinano una lesione della libertà del voto dell’elettore, presidiata dall’articolo 48, secondo comma, della Costituzione”. La Corte si sofferma nel dettaglio a spiegare le differenze rispetto alla legge del 2005. L’Italicum – si legge nella sentenza depositata questa sera – “si discosta da quello previgente per tre aspetti essenziali: le liste sono presentate in cento collegi plurinominali di dimensioni ridotte, e sono dunque formate da un numero assai inferiore di candidati; l’unico candidato bloccato è il capolista, il cui nome compare sulla scheda elettorale (ciò che valorizza la sua preventiva conoscibilità da parte degli elettori); l’elettore può, infine, esprimere sino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capilista”.