Convegno Bachelet
“L’Italia rischia di essere un paese sempre più povero di giovani, e con giovani sempre più poveri”. Lo dice al Sir Alessandro Rosina, docente di demografia all’Università Cattolica di Milano e coordinatore scientifico del Rapporto Giovani promosso dall’Istituto Toniolo, che oggi interviene alla prima giornata del XXXVII convegno Bachelet “Mobilità–immobilità. La società italiana per le nuove generazioni” (Roma, 10 – 11 febbraio), promosso dall’Azione cattolica italiana e dall’Istituto “Vittorio Bachelet”. “La percentuale di under 35 italiani – osserva – è la più bassa in Europa, unico paese sceso sotto il 35%” (34,6% ad inizio 2016), mentre “il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni si è ridotto del 28% dal 2008 al 2015, mentre è cresciuto del 33% per gli over 50, secondo i dati Istat”. A preoccupare il demografo è anche la povertà assoluta delle famiglie con persona di riferimento under 35: “Più del doppio rispetto a persona di riferimento over 65”. Eppure, avverte, “la voglia di partecipazione e di cambiamento della realtà in cui vivono i giovani è elevata: l’83% dei giovani tra i 18 e i 34 anni pensa che sia importante essere attivi nel promuovere il bene della società in cui si vive, contro l’81% dei coetanei spagnoli, il 75% dei polacchi e meno del 70% di francesi, tedeschi e britannici”. Oltre il 60% dei giovani italiani, conclude, “pensa che sia indispensabile essere direttamente coinvolti nella definizione delle politiche che riguardano le nuove generazioni”.