Salute
“Il segno più eloquente della presenza del Signore nella storia è sempre stato quello della carità e in particolare della cura delle persone malate. Ancora oggi, spronati dal magistero di Papa Francesco a vivere con concretezza le opere di misericordia spirituale e corporale, per essere misericordiosi come il Padre, prendersi cure delle persone malate e sofferenti continua ad essere una Parola credibile che la Chiesa può pronunciare per testimoniare la carità di Dio e la sua fede nel Signore Risorto presente in mezzo a noi”. Lo ha detto stasera don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, a Lourdes, nell’ambito del convegno internazionale “Il Magnificat, cantico della Speranza”, in occasione della XXV della Giornata mondiale del malato. “Da duemila anni – ha sottolineato don Arice – la Chiesa cammina con Maria sulle strade della carità. Non solo: proprio nel prendersi cura della persona fragile, malata e indigente la Chiesa rivela il suo volto materno e ne evidenzia, in modo tutto singolare, il suo profilo mariano”, continuando ad accogliere con compassione il Corpo mistico di Cristo, toccando le sue carni sofferenti nella persona malata. È per questo che ‘la Chiesa ha sempre considerato l’assistenza agli infermi come parte integrante della sua missione’ e non ne può fare a meno come non può fare a meno di essere carità”.