Giornata del malato
La società deve prendersi cura dei malati “come una famiglia” e non sulla “misura di spesa pubblica o di costi sociali”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione della Giornata mondiale del malato. La persona malata, ha detto il porporato, merita “una presa in carico, non solo da parte di alcuni familiari, o vicini, o di gente volenterosa, ma della società intera”. Infatti, “il prendersi cura dei più deboli, all’inizio e avanti nella via della vita, è il segno della civiltà, è il segno di una società veramente umana, vivibile, non a parole ma nei fatti”. “Questo – ha aggiunto – dà il senso di una società a misura di famiglia e non a misura di finanza, di economia, di spesa pubblica, di costi sociali” perché “in famiglia non si misura l’efficienza dei singoli membri e per un membro malato la famiglia si stringe ancora di più e fa sacrifici fino all’inverosibimle per curare, non solo sul piano delle cure terapeutiche, ma sul piano dell’anima che vuol dire della vicinanza, del non lasciare soli nessuno”. Infatti, come sanno bene coloro che vivono la malattia, ha aggiunto il porporato, “si può essere perfettamente curati sul piano farmacologico ma essere trascurati sul piano dell’amore, della compagnia, della vicinanza e questo uccide”.