Offese
“Insultare: noi siamo abituati a insultare, è come dire: ‘buongiorno'”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha messo le ingiurie “sulla stessa linea dell’uccisione”. “Chi insulta il fratello, uccide nel proprio cuore il fratello”, ha ammonito: “Per favore, non insultare! Non guadagniamo niente…”. Il comandamento “non uccidere”, ha spiegato infatti Francesco, “viene violato non solo dall’omicidio effettivo, ma anche da quei comportamenti che offendono la dignità della persona umana, comprese le parole ingiuriose”. “Certo, queste parole ingiuriose non hanno la stessa gravità e colpevolezza dell’uccisione, ma si pongono sulla stessa linea, perché ne sono le premesse e rivelano la stessa malevolenza”, ha precisato il Papa, ricordando che “Gesù ci invita a non stabilire una graduatoria delle offese, ma a considerarle tutte dannose, in quanto mosse dall’intento di fare del male al prossimo. E Gesù dà l’esempio”.