Testimonianza

Editoria: in “Fedeltà e coraggio” la testimonianza di Josef Mayr-Nusser, beatificato il prossimo 18 marzo

Riconosciuto martire da Papa Francesco, Josef Mayr-Nusser sarà proclamato beato il prossimo 18 marzo. A ripercorrere la storia di questo altoatesino che fu presidente dei giovani della locale Azione Cattolica e impegnato nel volontariato vincenziano e a riproporne l’attualità della testimonianza è il libro “Fedeltà e coraggio” (ed. Alphabeta) scritto da Paolo Bill Valente, direttore della Caritas diocesana di Bolzano-Bressanone. Nel settembre 1944, il bolzanino Mayr-Nusser viene arruolato forzatamente nelle SS ma ad inizio ottobre dopo alcune settimane di addestramento si rifiuta di pronunciare il giuramento: “Giuro a te, Adolf Hitler, Führer e Cancelliere del Reich, fedeltà e coraggio. Prometto solennemente a te e ai superiori designati da te l’obbedienza fino alla morte. Che Dio mi assista”. “Josef – si legge in una nota – alza la mano, chiede la parola. Di fronte ai camerati atterriti, dichiara che lui, quel giuramento, non può e non vuole pronunciarlo”. Con questo atto, Mayr-Nusser decise di “dire no a razzismo e nazionalismo. No a un sistema totalitario. No al culto del capo”. Si rifiutò di giurare “fedeltà e coraggio” a Adolf Hitler. E per questo “pagò con la vita” morendo “nel febbraio 1945 sul treno che lo stava portando al lager di Dachau”. “Quella di Josef – conclude la nota – è una testimonianza di tragica attualità”, “in un mondo in cui emergono nuovi Führer o aspiranti tali, in cui ricompaiono muri e confini, in cui la verità è sommersa da una colata di bugie”.