Politica
Nordirlandese, nato proprio vicino a quel confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, Francis Campbell, cattolico, ex ambasciatore britannico alla Santa Sede e vicerettore dell’università londinese di st.Mary’s a Twickenham – London, è convinto che, con le elezioni dello scorso fine settimana, la sua terra si trovi a vivere una svolta storica. “Le prossime tre settimane di negoziati, con l’obiettivo di trovare un nuovo governo autonomo per l’Irlanda del Nord, saranno molto difficili”, spiega al Sir. “Il Brexit sta influenzando l’opinione pubblica nazionalista, ovvero quella parte della popolazione nordirlandese cattolica che vorrebbe riunirsi alla Repubblica d’Irlanda, più di quanto appaia dall’esterno. Anche durante i ‘Troubles’, il conflitto violento tra cattolici e protestanti, durato dalla fine degli anni Sessanta fino all’accordo del Venerdì santo del 1998, non esistevano controlli sull’immigrazione al confine e, col Brexit, è molto probabile che la gente venga per la prima volta fermata”. Quel confine, imposto nel 1921, potrebbe riaprire vecchie ferite e questo spiega “il successo, alle elezioni, del partito repubblicano dello Sinn Fein, più estremo, che si batte per la riunificazione dell’isola irlandese sotto Dublino, e che, per la prima volta nella storia, è diventato il partito di maggioranza relativa e il declino, nello stesso tempo, dello Sdlp, l’altra formazione cattolica, più moderata, alla quale si deve la pace di oggi”.