San Giovanni di Dio

Istituzioni sanitarie: don Arice (Cei) al Fatebenefratelli Isola Tiberina, “ogni ospedale cattolico” deve “concorrere alla salute integrale dei malati”

“Qual è l’obiettivo primo e ultimo delle opere di carità della Chiesa a servizio dei malati che occorre tenere sempre presente? Siamo coscienti che la domanda di salute di un malato è desiderio di salvezza. L’uomo desidera vivere e vivere per sempre. Ogni ospedale cattolico è invitato a far proprio l’invito di Papa Francesco nel contribuire a togliere la peggior discriminazione di cui soffrono i poveri (e i malati sono poveri di salute)”. Lo ha detto oggi don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, presiedendo una Messa nella memoria di San Giovanni di Dio, compatrono degli infermi e degli operatori sanitari, all’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, a Roma. “La grave responsabilità di ogni istituzione sanitaria di ispirazione cristiana sta proprio qui: essere un luogo teologico nel quale si possa incontrare il Signore sia nei malati che soffrono come negli operatori sanitari che li curano con competenza, umanità e carità. Un ospedale evangelicamente ispirato – ha spiegato mons. Arice – è governato da amministratori onesti e trasparenti i quali, nell’allocazione etica delle risorse e la promozione di un’adeguata cura pastorale, hanno un unico scopo: concorrere alla salute integrale dei malati”. Per questo scopo “l’alleanza terapeutica deve essere perseguita con grande impegno”.