Diocesi

Caritas Trento: mons. Tisi (vescovo), no a “una Chiesa dei servizi”, sì a “una Chiesa fraterna, che serve”

(Foto: Gianni Zotta)

“Non ci sono conclusioni da trarre ma solo nuovi inizi”. Così mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, ha concluso questa mattina l’annuale convegno della Caritas diocesana, svoltosi nella Sala della Filarmonica con la partecipazione dei tanti volontari (più di 300) che operano in tutto il territorio diocesano. Al centro dei lavori: la Chiesa sognata da papa Francesco “inquieta, vicina agli abbandonati, ai dimenticati”, così come la indicava Bergoglio al convegno ecclesiale di Firenze (2015). “Il cristiano – ha detto l’arcivescovo – è un ‘destabilizzato’ strutturale. Chi incontra Gesù si mette in cammino. E l’essere discepoli non si manifesta, però, prioritariamente, nel servizio concreto, ma nell’esperienza fondamentale di sentirsi fratelli e sorelle”. Per Tisi, “la vera povertà è l’essere di nessuno. Senza una Chiesa fraterna avremo una Chiesa dei servizi ma non una Chiesa che serve”. L’arcivescovo Lauro ha citato alcuni segni incoraggianti come l’accoglienza dei migranti in molte comunità cristiane e la sinergia tra Caritas e altri settori della pastorale come giovani e lavoro. E ha concluso: “Mettiamoci in cammino, il primo viandante sono io”.

In Caritas, ha ricordato il direttore Roberto Calzà, “siamo uomini e donne d’azione ma talora poco attenti a coltivare sentimenti di empatia e di attenzione alle persone e al loro vissuto. Non basta l’interventismo. Dobbiamo mostrare il volto di una Chiesa che sa essere davvero come una mamma!”.