Visita parrocchia

Papa Francesco: a Santa Maddalena di Canossa, “la cattiveria e le chiacchiere mi spaventano”. Con lo smartphone “si comunica, ma non si dialoga”

Roma, 12 marzo 2017: Papa Francesco visita la parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, in Borgata Ottavia (Siciliani-Gennari/SIR)

Non le streghe, ma “la malvagità della gente”. È questo che spaventa il Papa. Lo ha confessato lui stesso ai bambini e ragazzi del catechismo, durante la visita di ieri alla parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, borgata Ottavia. “Quando una persona sceglie di essere cattiva, quello mi spaventa tanto”, le parole a braccio di Francesco: “Perché una persona cattiva può fare tanto male. E mi spaventa anche quando in una famiglia, in un quartiere, in un posto di lavoro, in una parrocchia, anche in Vaticano, quando ci sono le chiacchiere, questo mi spaventa. Vi dirò una cosa, sentite bene. Voi avete sentito o visto in tv cosa fanno i terroristi? Buttano una bomba e scappano: fanno questo. Una delle cose. Le chiacchiere sono così: è buttare una bomba e andarsene via. E le chiacchiere distruggono, distruggono. Distruggono una famiglia, distruggono un quartiere, distruggono una parrocchia, distruggono tutto. Ma soprattutto le chiacchiere distruggono il tuo cuore”. Altro invito ai piccoli: non abusare dello smartphone. “È bello, questo, perché oggi noi possiamo comunicare dappertutto”, ha detto il Papa: “Ma manca il dialogo. Pensate questo… Chiudete gli occhi, immaginate questo: a tavola, mamma, papà, io, mio fratello, mia sorella, ognuno di noi con il suo proprio telefonino, parlando… Tutti parlano ma parlano fuori: tra loro non si parla. Tutti comunicano, sì, tramite il telefonino, ma non dialogano. Questo è il problema. La mancanza di dialogo. E la mancanza di ascolto. Sì, ‘io sto comunicando con il telefonino’, ma non ascolti quelli che sono vicino a te, non dialoghi, sei in comunicazione con altro che forse non è comunicazione vera, non è dialogo: io dico una cosa, tu dici l’altra, ma tutto virtuale. Dobbiamo arrivare al dialogo concreto, e lo dico a voi, giovani. E come si incomincia a dialogare? Con l’orecchio”.