Responsabilità

8xmille: Salvatore (economo Cei), “non si può essere autoreferenziali”. Mandati ecclesiali per chi opera nel consiglio affari economici della parrocchia

“Facciamo fatica a renderci conto di quanto bene riusciamo a fare grazie all’8xmille. La Chiesa non vuole vantarsi di quello che fa, ma raccontare le buone prassi. Più che dire se sia giusto o sbagliato, vorremmo far comprendere che la scelta di destinare una quota pari del gettito Irpef produce una moltitudine di iniziative benefiche. Di questo avvertiamo la responsabilità: i soldi dei cittadini italiani, e non sono tutti cattolici quelli che decidono di destinarli alla Chiesa, permettono la realizzazione di tante attività che hanno anche il verso dell’utilità sociale”. Così Mauro Salvatore, economo della Cei, in un’intervista al Sir. Quanto alle difficoltà finanziarie di alcune diocesi, Salvatore ricorda che “siamo ormai quasi al decimo anno di crisi economica”: “La situazione è difficile, le offerte sono diminuite tanto quanto i lasciti testamentari. Su oltre 220 diocesi, però, soltanto una decina si trovano in particolare difficoltà economica. Non c’è dubbio che debbano essere rivisti gli schemi abitudinari. Anche lo sforzo di individuare le priorità è necessario in questo momento. Non tutto si può continuare a fare, bisogna scegliere”. Infine, un richiamo alla responsabilità dei parroci: “Non si può essere autoreferenziali. Non si può immaginare che ci sia una Chiesa che prosegue le proprie attività semplicemente perché si è sempre fatto così. Un conto è quando il parroco presiede la comunità, e quindi svolge un compito di regia attorniandosi di laici con competenze professionali. Altro è un parroco che esercita la propria responsabilità come un re, in piena e assoluta solitudine. Questo non può più verificarsi”. “Spesso, poi – conclude -, ci sono stati professionisti che si sono approfittati dell’ingenuità dei parroci. Vorremmo che così come ci sono dei mandati ecclesiali per i catechisti, ci siano anche per coloro che svolgono un’attività nel consiglio affari economici della parrocchia”.