Teologia

Università cattolica: mons. Forte (teologo), “il primato della Parola non esclude le sfide del vissuto umano”

Se nella “Dei Verbum” il Concilio Vaticano II “afferma con chiarezza l’assoluto primato della Parola rivelata su ogni conoscenza della fede, un tale primato non esclude in alcun modo le sfide del vissuto umano, le assume anzi perché trovino luce nell’auto-comunicazione del Verbo procedente dal divino silenzio. Solo così la Parola si offre nel suo senso più profondo e nella potenzialità degli orizzonti che schiude all’esistenza umana in questo mondo”. Lo ha detto monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, nella prolusione tenuta oggi in apertura ai corsi di teologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dedicata al rapporto fra teologia e Parola di Dio. Un rapporto “così decisivo per il pensiero della fede – esordisce mons. Forte – che non a caso il Novecento teologico conobbe presto un’appassionata polemica proprio riguardo ad esso: ne furono protagonisti il giovane Karl Barth e il suo maestro berlinese, ultimo grande corifeo della teologia liberale, Adolf von Harnack”. Muovendo “dalla sfida dell’interruzione e dall’icona del dolore, la più universale di tutte le domande”, mons. Forte si accosta “all’esistenza umana intesa come esodo e, proprio così, come icona dell’attesa”. Un’attesa alla quale, spiega, “corrisponde anzitutto il divino Silenzio, che suscita e nutre l’ascolto, in cui la Parola di Dio viene ad abitare le parole degli uomini perché possa realizzarsi l’incontro dell’avvento e dell’esodo, e gli abitatori del tempo possano accogliere l’auto-comunicazione dell’Eterno”.