Spiritualità
Si è conclusa ieri sera, con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, la quarantaseiesima edizione della Settimana della Fede. In cinque serate, altrettanti relatori hanno portato testimonianza di carità e di fiducia in Dio. Tema di quest’anno: “La cultura della misericordia”. Ieri è toccato a Stefano Campanella, direttore di Tele Radio Padre Pio, che ha raccolto un aspetto nuovo del santo “uomo capace di farsi carico dei pesi degli altri, estremamente accogliente, che ha guardato con attenzione alle questioni sociali attraverso la nascita della Casa Sollievo della Sofferenza, di asili nido, cooperative e centri di formazione professionale, che hanno dato lavoro negli anni a migliaia di persone”. Giovedì la cattedrale Gran Madre di Dio era gremita per la presenza di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno e per cinque anni vescovo ausiliario de L’Aquila, che ha raccontato, con esempi concreti, come nasce il bene anche in mezzo alle macerie. “Nel cuore di ogni tragedia c’è già il seme della speranza”, ha chiosato. Mercoledì il biblista don Silvio Barbaglia ha incentrato l’intervento sulla differenza tra misericordia e giustizia. “Dio ti perdona quando è Lui il destinatario dell’offesa, ma se offendi il tuo fratello – ha detto – Lui si schiera dalla sua parte, perché Dio sta sempre con il più debole. Questo è anche il senso del Padre Nostro e di quel ‘rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Martedì scorso ospite a Taranto c’è stato padre Francesco Occhetta, che attraverso dieci parole ha raccontato san Francesco de Geronimo, il restauratore sociale originario del tarantino. Un gesuita che duecento anni fa ha saputo portare Dio nelle predicazioni nelle piazze, che su un quaderno scriveva di ogni peccatore convertito e salvava tante donne dalla strada. La Settimana della Fede si era aperta lunedì scorso con la presenza del cardinale Ernest Simoni, vittima del regime comunista albanese di Enver Hoxha, incarcerato per il suo credo dal 1963 al 1990.