Riflessione
Prosegue la riflessione lanciata dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali con la testimonianza del giornalista Piero Chinellato, già responsabile della redazione Internet di Avvenire. “La partenza – scrive Chinellato – è in salita, perché è arduo commentare un messaggio che ha come obiettivo ‘Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo’ facendo perno sulla ‘buona notizia’, quando la tua terra è alle prese con la peggiore notizia della tua generazione: il terremoto”. “Qui nelle Marche – sottolinea Chinellato – manca anche il riflesso della fama che mitiga o almeno accarezza la tragedia con la visibilità e la solidarietà epidermica veicolata dai media. Ma i tre quarti dei danni e degli sfollati – lo ricordo ai tanti per i quali il sisma è sinonimo di Norcia e Amatrice – sono qui, in parte preponderante nella mia provincia di Macerata, con Camerino, Visso, Pieve Torina, Muccia, Caldarola, Tolentino, San Ginesio… i cui centri storici sono distrutti o comunque barcollano, transennati e chiusi all’accesso”. Eppure, precisa, “proprio qui è davvero possibile rilevare che, come scrive il Papa nel Messaggio, ‘ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che l’amore riesce sempre a trovare la strada della prossimità e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire’”. “Nessuno ha una risposta – aggiunge Chinellato – ma tra tanto male abbiamo toccato con mano che il bene c’è e che quella ‘trama di una storia di salvezza’ si serve ancora una volta delle mani degli uomini e delle donne di buona volontà”. Torna così “a germogliare, assieme alla primavera, la speranza, ‘la più umile delle virtù, perché rimane nascosta nelle pieghe della vita, ma è simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta’”, conclude Chinellato.