Vita consacrata
“La nostra grande sfida è di non perdere l’identità, ma di vivere in costante riforma”. È quanto scrive fra Mauro Jöhri, ministro generale dei Frati minori cappuccini, nella lettera circolare alle Clarisse cappuccine. “Con la vostra vita siete un dono per tutta la Chiesa e specialmente per la nostra Famiglia cappuccina”, osserva fra Jöhri, sottolineando che, rispetto ai “due volti dello stesso carisma”, “ciò che più importa tra noi è il rapporto di fraternità”. A tal proposito, il ministro generale propone alcuni interrogativi: “valorizziamo la gratuità delle relazioni? Siamo capaci di condividere le nostre esperienze? Ci serviamo nella reciprocità? Perché è così difficile chiamarci tra di noi fratello e sorella, e non padre, madre?”. “Anche noi stessi possiamo correre il pericolo di diventare un ‘ghetto’, una cultura chiusa in mezzo a un mondo che parla ‘un’altra lingua’”, rileva Jöhri, evidenziando che “oggi, il dialogo è il mezzo indispensabile per mettere in pratica cammini concreti di comunione”. Un altro aspetto affrontato dal ministro generale è “il progetto di revisione delle Costituzioni”. “Dopo il dono cosi grande della Costituzione apostolica per la Vita contemplativa di Papa Francesco, è tempo di andare avanti”, sottolinea Jöhri, invitando tutte le clarisse cappuccine “a mettere a fuoco i punti della vostra esperienza che meritano particolare attenzione, ad identificare le ‘tensioni’ che vanno approfondite e sulle quali riflettere in modo speciale”. “Siamo chiamati a coinvolgere tutte le sorelle, e tutti i monasteri”, aggiunge, ammonendo che “ogni suora e ogni abbadessa è responsabile della revisione”. Per la riflessione sull’“Instrumentum laboris”, il ministro generale richiama i principi esposti da Papa Francesco nell’Evangelli gaudium: “il tempo è superiore allo spazio”, “l’unità prevale sul conflitto”, “la realtà è più importante dell’idea” e “il tutto è superiore alla parte”. “Se facciamo il cammino con questi quattro principi – conclude – ‘pace e bene’ diventerebbe più che un saluto tradizionale francescano, una scelta di vita, un contributo concreto a un mondo pacificato”.