Legalità

Gioco d’azzardo: mons. D’Urso (Consulta anitiusura), “mettere in campo un’idea di Paese alternativa a quella che le lobby vogliono imporci”

“Abbiamo bisogno in questo momento più che mai di mettere in campo un’idea di Paese alternativa a quella che le lobby dell’azzardo con l’inerzia e il silenzio assordante dello Stato vogliono imporci”. Lo ha affermato mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II”, nel corso dell’incontro degli organismi aderenti al cartello “Insieme contro l’Azzardo” riunitisi, nei giorni scorsi, all’Oasi Santa Maria a Cassano delle Murge. “La nostra esperienza nel settore del sovrindebitameno e dell’usura, che ci ha portato già dagli inizi degli anni ‘90 ad individuare l’azzardo tra le cause principali della rovina di milioni di famiglie – ha proseguito D’Urso – ci responsabilizza a restare in prima linea contro questa piaga socio-economica che è anche criminale”. Nel corso dell’incontro “si sono poste le basi per un lavoro di maggiore capillarità in ogni regione e presso gli enti locali”, si legge in una nota, nella quale si ribadisce che “occorre stabilire un divieto di pubblicità all’azzardo in qualunque forma e luogo e il rilancio sulle televisioni pubbliche di notizie legate a ‘grandi vincite’”. Inoltre, “agli enti locali – Comuni e Regioni – deve continuare a essere riconosciuta la possibilità di introdurre ulteriori e più forti argini alla presenza e ai tempi dell’azzardo nei territori di loro competenza” e “deve essere stabilito che l’industria dell’azzardo ‘legale’ non può continuare a esibire la foglia di fico del finanziamento delle cure dei giocatori d’azzardo patologici”. “Bisogna imboccare con decisione la via di una gestione delle attività legate all’azzardo – si aggiunge nella nota – nell’ottica della tutela della salute pubblica, introducendo una moratoria per nuovi giochi d’azzardo e ripristinando il tradizionale obiettivo prioritario dello Stato che era di contenerne il consumo e di ridurre i danni correlati, ponendo in secondo piano l’ottica fiscale”.