Rapporto Transparency Italia 2017
Il sistema anticorruzione nella sanità italiana “ha fatto notevoli progressi, ma siamo a metà strada”. Lo afferma l’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, presentato questa mattina a Roma in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. La notizia positiva è che il 96,3% delle aziende sanitarie ha già reso disponibili dei sistemi di raccolta delle segnalazioni di corruzione (whistleblowing) e il 44,4% lo ha fatto utilizzando delle piattaforme informatiche. Inoltre, il 79,4% delle strutture ha adottato i Patti di integrità, da sottoscrivere con le aziende che partecipano agli appalti e il 90,4% ha intrapreso percorsi di formazione rivolti al personale sui temi dell’etica e della legalità. Sono proprio la formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti ad essere ritenute le misure più efficaci per contrastare la corruzione dal 51,9% dei responsabili della prevenzione, più dell’aumento dei controlli sulle spese (45,0%) e sulle procedure di appalto (37,4%): solo nelle Regioni del Sud i responsabili della prevenzione mettono al primo posto i controlli sulle spese. “Curiamo la corruzione”, si legge nell’indagine, “ha l’obiettivo di aiutare il nostro Servizio sanitario nazionale” a ridurre il livello di corruzione “attraverso una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità”. A questo fine sono state realizzate diverse attività di ricerca sul campo e di formazione del personale di aziende sanitarie e ospedaliere, con strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici in 4 Asl pilota di Bari, Melegnano e Martesana, Siracusa e Trento. Secondo il rapporto, occorre tuttavia “continuare a investire su ricerca, formazione, dialogo e nuove tecnologie”, migliorare gli strumenti di analisi e la quantità e qualità dei dati disponibili, ridurre le differenze tra regioni “nella lotta alla corruzione e agli sprechi”.