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“Benedetto XVI ha posto dinanzi a noi il dramma della sua esistenza come uomo e come credente, come professore e come Papa. Le domande che ha provocato non sono rimaste senza risposta. I punti nevralgici della cultura contemporanea che ha evidenziato permangono nella loro netta descrizione di crisi che accompagna la nostra personale esistenza di uomini e donne chiamati a vivere questo momento storico di passaggio epocale”. Lo scrive monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, nella prefazione del volume “Il Papa del coraggio” di Mimmo Muolo (ed. Ancora) dedicato a Benedetto XVI e pubblicato alla vigilia del suo 90° compleanno. Nel richiamare l’intervista rilasciata dal Papa emerito a Peter Seewald nel 2016, intitolata “Ultime conversazioni”, mons. Fisichella ricorda la risposta data da Benedetto XVI sull’ultima grande liturgia presieduta, quella del Mercoledì delle ceneri: “Mi sembrava un segno della Provvidenza che l’ultima liturgia fosse l’inaugurazione della Quaresima, un’occasione legata al memento mori, alla gravità dell’ingresso nella Passione di Cristo e nello stesso tempo nel mistero della risurrezione”. “Probabilmente – conclude Fisichella – è con queste parole che Benedetto XVI ha voluto dare una sua interpretazione alla sua esistenza”.