Giustizia
“La prima riforma da fare in Italia per migliorare il Paese è la riforma delle nostre coscienze”. Lo ha detto il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, incontrando ieri sera i fedeli della parrocchia romana di Sant’Ambrogio per parlare di giustizia e pace. “La giustizia è il riconoscimento della libertà delle persone – ha spiegato -. Anche in Italia la libertà va liberata. Non sono liberi i poveri, le donne vittime della tratta, chi ha paura. La politica dovrebbe essere al servizio del bene comune. Dobbiamo impegnarci a essere cittadini non a intermittenza, ma responsabili”. Don Ciotti ha parlato anche delle intercettazioni del boss Totò Riina nel carcere di Opera, in cui diceva che bisognava uccidere il sacerdote, e delle recenti scritte apparse sui muri a Locri e a Palermo contro di lui: “Mi sono fermato e mi sono chiesto il significato del mio impegno, però ho sentito che ne valeva la pena. Nella società che facciamo con Dio è lui che ha il pacchetto di maggioranza. Ho capito che non dovevo temere. Ho risposto a Riina che si può uccidere una persona, ma non un movimento di giovani che oggi si allarga sempre di più”.