Intervista
“Siamo convinti che urga una spinta della Chiesa che si faccia riflessione per smuovere le coscienze di chi è negativamente coinvolto nella vicenda siriana. La guerra è un crimine, ci ha ripetuto il Papa, e non può che generare altri crimini, come è successo in occasione dei fatti di Idlib”. Lo afferma il presidente di Pax Christi Italia, monsignor Giovanni Ricchiuti, nell’intervista pubblicata oggi da “Avvenire” in occasione della giornata di digiuno e preghiera per la Siria che si celebra in tutta Italia per iniziativa di Caritas italiana e di Pax Christi Italia. “La preghiera è potente – spiega Ricchiuti – perché scava nelle coscienze. Mentre il digiuno in un certo senso ci imbarazza, perché non possiamo sentirci a nostro agio facendo le cose di tutti i giorni mentre ci sono fratelli affamati sulle cui teste piovono bombe”. “Noi stiamo con le vittime”, prosegue l’arcivescovo, ribadendo che “da cristiani rifiutiamo la violenza e serviamo la verità”. La giornata odierna è “un momento di controinformazione rispetto a quanto ci viene propinato sulla questione siriana”, prosegue Ricchiuti. “Non condivido le parole del presidente Gentiloni. Perché così facendo si giustifica la logica della violenza che risponde alla violenza”, aggiunge, riferendosi alla “risposta motivata a un crimine di guerra” con cui il premier aveva commentato l’attacco missilistico degli Usa dopo la tragedia di Idlib. “La nonviolenza sia radice, sia fondamento di ogni agire politico”, ammonisce il presidente di Pax Christi Italia, anche perché “con le armi non si va da nessuna parte”.