Patrono

San Marco: mons. Moraglia (Venezia), “differenti etnie e culture che vivono nella nostra città e nel nostro territorio sappiano incontrarsi”

“Il nostro oggi, il nostro mondo, ha bisogno di riscoprire quella sana laicità che dia a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Incominciando col riconoscere Dio come tale, senza  appropriarsene per propri fini”. Lo ha detto il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, nell’omelia della solennità del patrono San Marco Evangelista. “In questo tempo in cui, per il fenomeno delle migrazioni, Oriente e Occidente s’incontrano anche all’interno delle mura cittadine”, ha proseguito, desideriamo che “le differenti etnie e culture che vivono nella nostra città e nel nostro territorio sappiano incontrarsi, considerando che ‘tolleranza’ e ‘amore per la verità’, ‘pluralismo’ e ‘passione per i valori’, per le sane tradizioni, sono tutt’altro che in contrasto fra loro; sono, anzi, chiamati a costruire il bene della città nel rispetto del territorio, della sua cultura, della sua storia e, certamente, della legalità, del bene comune e, quindi, di una vera cordiale convivenza”. Rivolgendo “un pensiero di amicizia, fraternità e vicinanza alle comunità cristiane dell’Egitto così duramente funestate da eventi di violenza, terrore e morte”, il patriarca ha ribadito che “è una vera e propria bestemmia, pensare di uccidere” nel nome di Dio. Infine, un richiamo all’impegno “a favore del bene comune che ha bisogno non di paura ma di sicurezza e legalità per non cedere alle differenti derive”.