Dibattito a Bruxelles

Parlamento Ue: Ungheria sotto accusa su libertà d’istruzione, legge su Ong e referendum sull’Europa. La difesa di Orban

(Bruxelles) L’Ungheria resta sotto la lente d’ingrandimento dell’Ue. Una serie di provvedimenti del governo di Viktor Orban lasciano intravvedere una violazione dei valori di fondo dell’Unione e un attacco ai diritti fondamentali. È quanto emerge dalle discussioni in corso a Bruxelles. Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria ha affrontato una discussione sull’Ungheria. Particolare attenzione è stata accordata alla legge sull’istruzione in Ungheria, che colpisce la Central European University, e alle norme sulle Ong e i richiedenti asilo; problematico anche il sondaggio governativo “Consultazione nazionale – Fermiamo Bruxelles!”, ritenuto una sorta di referendum contro l’integrazione comunitaria. I deputati europei ieri hanno ritenuto che la nuova legge sull’istruzione rappresenti “un attacco alla libertà accademica” e che le Ong “siano prese di mira per sopprimere le voci critiche” nel Paese. Alcuni deputati ungheresi e di vari gruppi politici hanno difeso le mosse del governo ungherese sostenendo che “la società civile ha bisogno di regole e gli Stati membri hanno il diritto di disciplinare l’istruzione”. Ungheria sotto accusa anche per non aver accettato frontiere aperte agli immigrati. Il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, presente in aula, ha affermato che l’analisi giuridica della nuova legge sull’istruzione “ha confermato la sua incompatibilità con la legislazione dell’Ue” e annunciato l’avvio di una procedura di infrazione.
Il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán, anche in emiciclo, ha risposto che l’accusa che il suo governo intenda chiudere il Ceu “è falsa” e ha descritto la consultazione nazionale come “uno strumento democratico”. La legge sulle Ong a suo avviso “segue un esempio americano”. “Vogliamo riformare l’Ue, ma l’Ungheria – ha detto Orban – è indiscutibilmente impegnata in Europa”. Durante la plenaria di maggio il Parlamento europeo adotterà una risoluzione sull’Ungheria. Il capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred Weber, cui aderisce il partito di Orban, ha dal canto suo affermato: “Aspettiamo che la Commissione valuti in quale misura la nuova legge ungherese sulle università sia compatibile con il diritto comunitario. Riteniamo che le libertà di educazione e scienza siano principi fondamentali europei e non-negoziabili, devono essere preservati. Questo vale anche per l’Ungheria. Per questo motivo abbiamo sostenuto il dibattito di oggi nel Parlamento europeo e riteniamo un buon segno il fatto che il primo ministro Viktor Orban stia affrontando la questione con gli eurodeputati. Il Governo ungherese deve continuare a implementare le raccomandazioni della Commissione come ha sempre fatto”.