Migrazioni
“L’Italia è generosa ma il bello non fa notizia”. È la testimonianza di monsignor Giovanni Maria Pittorru, direttore della Caritas diocesana di Tempio, arrivato oggi a Fiumicino per riportare “a casa” una giovanissima famiglia siriana, giunta questa mattina a Roma dal Libano grazie ai corridoi umanitari realizzati da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Tavola valdese. Il parroco prenderà con sé una famiglia con due bambine piccole di 8 e 6 anni. Saranno ospiti della diocesi a Badesi, una cittadina di mare sul golfo dell’Asinara. Li aspetta una casa e una comunità parrocchiale che si è data da fare per ripulire e imbiancare l’appartamento. Al padre hanno anche trovato un lavoro in un albergo. Il tutto realizzato in collaborazione con il comune che ha dato piena disponibilità. “Viviamo in un mondo difficile – dice mons. Pittorru – dove sembrerebbe che tutto stia andando allo sfascio, e invece non è così. In Gallura, ad esempio, lo spirito di accoglienza è profondissimo, dal Castel Sardo a San Teodoro, un luogo dove l’incontro con l’Oriente fa parte della nostra storia. Noi siamo un’isola, luogo di approdo e di grandi migrazioni”. I corridoi umanitari – dice ancora il direttore della Caritas sarda – “sono un grandissimo dono che deve essere incentivato altrimenti lasciamo che le persone finiscano in mani indegne e i nostri mari diventino cimiteri. Se queste persone arrivano qui è perché non avevano alternative di vita. Ma questa situazione non può essere lasciata alla improvvisazione o alla speculazione di chi vuole mangiare sulla vita di queste persone. I corridoi sono una via sicura per loro e una garanzia per chi accoglie”.