Crisi politica
“L’anno scorso il governo ha usato il tema del dialogo per confermare la possibilità di mantenersi al potere però noi crediamo che l’unica via d’uscita da questa situazione sia la negoziazione”. Lo afferma in una intervista al Sir la direttrice di Caritas Venezuela, Janeth Marquez, commentando la richiesta di 12 Paesi latino-americani al Vaticano di intervenire nuovamente nella mediazione tra governo e opposizione. “Il dialogo è importante però ci deve essere pari partecipazione delle parti – precisa Marquez -, e che siano rispettate le condizioni richieste dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, nella sua lettera, tra cui la definizione di un calendario elettorale, la liberazione dei prigionieri politici, la restituzione delle prerogative al Parlamento, l’autorizzazione all’invio di aiuti umanitari. Gli altri temi sono difficili ma almeno l’assistenza umanitaria dovrebbe essere garantita. Gran parte della popolazione non ha molta fiducia nel dialogo e non lo appoggia con forza però nei prossimi mesi penso sarà necessario e fondamentale”. Il fatto che milioni di persone siano scese in strada a manifestare significa che “la gente ha iniziato a cambiare atteggiamento nei confronti del governo che hanno appoggiato per 17 anni. C’è un’alta percentuale di scontenti perché non vedono soddisfatti i loro bisogni primari come cibo e medicine, per questo molti scendono in piazza”. “La situazione è molto complicata – osserva la direttrice di Caritas Venezuela – però almeno la gente comincia ad avere consapevolezza della necessità di un cambiamento. Noi come Chiesa e come corpo intermedio della società civile pensiamo che le cose non cambieranno molto rapidamente. Sicuramente c’è più consapevolezza di prima, però manca la coesione sociale”.