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Azione cattolica: mons. Sigismondi (assistente generale), “una scuola di sinodalità”. La “scelta religiosa” riletta dal Papa

“L’Ac ricorda a noi preti che non sono al centro, perché al centro c’è il Signore. Inoltre l’Ac è una grande scuola di sinodalità, la quale richiede discernimento comunitario, partecipazione responsabile e spirito missionario”. Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno e da poche settimane assistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica italiana, partecipa per la prima volta a una Assemblea elettiva dell’associazione laicale. Al Sir commenta l’intervento di ieri di Papa Francesco all’incontro del Forum internazionale di Ac e confida le attese di questa assemblea (Domus Pacis, Roma, 28 aprile-1 maggio). Quello del Pontefice “è stato un intervento davvero ricco, articolato. Sottolineerei quattro espressioni, in particolare, che declinano quella ‘santa estroversione’ con cui ha incitato i laici di Ac. Il Papa ha anzitutto invitato a ‘raggiungere le periferie del pensiero’ umano: è una annotazione che si aggiunge ai suoi inviti a percorrere le periferie esistenziali, a essere Chiesa in uscita”. In secondo luogo “ha richiamato a una preghiera che guarda alla missione. Si tratta di tenere l’orecchio teso al cuore di Dio senza trascurare di mettersi in ascolto del nostro tempo: mi è parsa una sua rilettura della scelta religiosa, tanto cara all’Ac”. Terzo punto: “Il Papa ci ha detto che l’associazione non deve essere un satellite della parrocchia, che resta in orbita, che gira attorno, distaccata… Deve invece essere sempre inserita nella vita della comunità parrocchiale e diocesana”.
Il Papa, inoltre, ed è la quarta espressione, “ha detto che l’Ac non è una ‘dogana’. Questo mi ha richiamato un’espressione di don Primo Mazzolari: la Chiesa, diceva il parroco di Bozzolo, non ha ‘confini da difendere o territori da occupare, ma solo una maternità da estendere’. Insomma, un’associazione aperta, magari capace di snellire qualche sovrastruttura che rischia di appesantirne l’azione missionaria. L’attenzione prioritaria va invece riservata alla vita spirituale, che consente di essere fedeli al Vangelo, audaci, mai clericalizzati”.