#Ac150
“Questa Assemblea è anzitutto un momento ecclesiale perché l’Azione cattolica vive nella Chiesa italiana e nella Chiesa locale”. Lo ha detto questa sera Matteo Truffelli, presidente dell’Azione Cattolica italiana, nel suo saluto alla XVI Assemblea nazionale associativa “Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale” (Roma, Domus pacis, 28 aprile – 1° maggio). “Segno di questo legame particolare – ha proseguito Truffelli – è sicuramente la lettera che la presidenza della Conferenza episcopale italiana ci ha voluto inviare in occasione del 150° del nascita della nostra associazione”, nella quale “leggiamo il calore di un affetto, di una stima, di un calore che fa bene al cuore”. Dopo avere dato lettura del messaggio, Truffelli ha sottolineato che “segno altrettanto tangibile di questo legame è anche la presenza di tanti pastori”. Tra questi il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini; mons. Agostino Superbo, già assistente generale di Ac; i vescovi Ignazio Sanna, Giuseppe Merisi, Oracio Garcia, assistente del Fiac. Presenti i presidenti emeriti Raffaele Cananzi, Luigi Alici, Franco Miano. La presenza di diversi rappresentanti dei principali movimenti laicali dimostra, secondo Truffelli, “l’importanza del cammino intrapreso insieme ed è segno di stima e amicizia reciproca”. Truffelli ha rivolto un saluto anche a don Mario Cornioli, sacerdote fidei donum a Betlemme, “con il quale – ha spiegato – è stato pensato il ‘segno’ che l’Azione cattolica lascerà in occasione del suo 150°”. “Ieri – ha concluso – abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria: il Congresso del Fiac” e “l’eccezionale intervento di Papa Francesco”.