Cittadinanza
“La questione del lavoro ci interpella come lavoratori, come cittadini e come credenti. Essa diventa sempre più stringente perché per molti, specie per i giovani, il lavoro manca e perché, quando c’è, è spesso mal retribuito e vissuto solo come mezzo di sostentamento e poco come mezzo di elevazione umana e sociale”. Lo ha affermato ieri sera mons. Filippo Lombardi, direttore dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, nel corso della veglia di preghiera svolta presso l’azienda “La Traccia” nei Sassi di Matera-, in vista del 1° maggio. “In quanto lavoratori, abbiamo la responsabilità di vivere il lavoro con la coscienza di fare fino in fondo il proprio dovere e di contribuire così al bene comune”, ha osservato Lombardi. “In quanto cittadini di uno Stato fondato sul lavoro o meglio sulla dignità della persona che con il lavoro realizza le proprie aspirazioni al bene e mette in atto le proprie attitudini – ha proseguito – dobbiamo sentire forte la responsabilità perché il lavoro non manchi a nessuno e sollecitare la politica e le istituzioni a creare le condizioni perché ci sia lavoro per tutti”. Infine, “in quanto credenti abbiamo il compito di educare al senso umanizzante del lavoro” e “al senso della dignità del lavoro”. “Con il lavoro – ha sottolineato Lombardi – l’uomo diventa più uomo perché entra necessariamente in relazione con altri con i quali è chiamato a condividere il peso e il frutto del lavoro”.