Pastorale
“La Chiesa guarda alla famiglia con l’ottica che Papa Giovanni XXIII aveva indicato al Concilio: scrutare i ‘segni dei tempi’, rilevare in mezzo alle tenebre i raggi di luce, evitare di accodarsi alla mesta litania dei “profeti di sventura”, attivare le risorse e non fermarsi solo ai problemi”. È il pensiero dell’arcivescovo di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, intervenuto questa mattina alla XIX Settimana Nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare in corso ad Assisi per iniziativa dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della famiglia della Cei. “Mi sembra – afferma l’arcivescovo – che la sfida degli ultimi due Sinodi, rilanciata da Papa Francesco, sia quella di dire tutta la verità sulla famiglia ‘in positivo’, promuovendo più che denunciando, incoraggiando più che puntando il dito”. Secondo mons. Castellucci “il passaggio da un’impostazione netta, bianco/nero, ad una più dinamica, incompleto/completo, porta ad una vicinanza diversa della comunità cristiana alla famiglia”. “Porta – aggiunge – ad un cammino insieme alla famiglia”. Per l’arcivescovo bisogna “rovesciare l’impostazione e chiederci come la famiglia possa diventare vero e proprio ‘soggetto’ della comunità; intendo la famiglia ‘intera’ e non solo la famiglia ‘a fette’, come spesso accade”. “In Italia – rileva Castellucci – esistono diverse esperienze che cercano di restituire alla famiglia tutta intera il suo ruolo nella comunità cristiana”.