Vita consacrata

Religiose: Uisg, il 4 maggio a Roma presentazione di uno studio sulle “suore internazionali” negli Stati Uniti

Si riuniranno il 4 maggio alla Uisg (Unione internazionale delle superiore generali) esponenti del mondo religioso internazionale, femminile e maschile, rappresentanti di alcuni dicasteri vaticani e di organizzazioni cattoliche per partecipare alla presentazione dello studio sociologico “Suore internazionali negli Stati Uniti”, realizzato da Trinity Washington University e Cara (Centro di ricerca applicata per l’apostolato). Lo studio, che riguarda religiose nate al di fuori degli Stati uniti che attualmente stanno studiando, lavorando o svolgendo il loro apostolato negli Usa, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori guidati dalla nota sociologa suor Mary Johnson, con il supporto della Fondazione Ghr. Sono circa 4000 le suore internazionali che vivono negli Stati Uniti e provengono da più di 83 paesi nei cinque continenti. Il continente che “invia” più religiose è l’Asia, seguito dall’Europa. Le “suore internazionali” sono più giovani (età media 58 anni contro la media delle suore nordamericane superiore a 70 anni); la maggioranza ha un’educazione elevata. Un fenomeno in espansione, tanto che nelle Linee orientative Vino nuovo in otri nuovi”, pubblicate dalla Congregazione per la vita consacrata, tra le sfide più rilevanti per il presente e futuro della vita religiosa sono menzionate il multiculturalismo e l’internazionalità delle comunità religiose. Questo movimento delle “suore internazionali”, quali implicazioni ha per la vita comunitaria, la formazione, le conferenze dei religiosi/e, la missione? A queste domande cercheranno di dare risposta i 50 invitati alla presentazione del 4 maggio, dopo la relazione di suor Johnson che illustrerà nel dettaglio lo studio, seguita dalle riflessioni di due suore nate in paesi diversi dai quali svolgono la loro missione: suor Teresa Maya, dal Messico agli Stati uniti, Suor Yudith Pereira Rico, dalla Spagna all’Italia/Sud Sudan.