Ricerca
“Dobbiamo tenere a mente che il punto di riferimento è il pubblico, che deve sempre essere al centro delle nostre attenzioni. Malgrado le difficoltà che vive il settore cinematografico, occorre maggiore ottimismo da parte di chi gestisce le sale, altrimenti si corre il rischio di arrendersi al progressivo impoverimento degli ingressi nei cinema senza battere ciglio”. Lo ha detto Lionello Cerri, produttore cinematografico e amministratore delegato di spazioCinema, intervenendo questo pomeriggio all’Università Cattolica di Milano durante la presentazione del volume “I nuovi Cinema Paradiso”, a cura di Alberto Bourlot e Mariagrazia Fanchi. Scorrendo i dati presenti nella ricerca, emerge come le sale della comunità abbiano trovato “un equilibrio, un modello di sostenibilità che si manifesta sia nella resistenza nel tempo (il 33% delle sale opera da 41-60 anni e addirittura il 17% è attivo da più di 60 anni), sia in un’estensione della rete: l’11% delle sale censite sono state aperte (o riaperte) negli ultimi 10 anni. Questo modello poggia su alcuni tratti distintivi. Il primo è la distribuzione sul territorio, con i cinema parrocchiali che si collocano in aree spesso sprovviste di sale, mentre il secondo è la polifunzionalità: l’uso di spazi, strutture, idee ed energie personali per una molteplicità di attività diverse, come il cinema (in quasi il 60% dei casi), ma anche il teatro, gli spettacoli musicali dal vivo e i cicli di conferenze.